Negli ultimi anni, personalità francesi e internazionali hanno aperto i loro armadi su Vinted. Lontano dalle vendite private organizzate da addetti stampa, questi profili permettono a degli anonimi di acquistare direttamente un vestito indossato durante un film o un cappotto avvistato in una storia di Instagram. Il fenomeno va oltre il semplice gesto di marketing: la Francia è uno dei due maggiori mercati mondiali di Vinted, e il mercato dell’usato tessile rappresenta ormai circa il 7% degli acquisti, secondo i dati riportati da Oxfam.
Vinted Pro e stato di venditore: cosa cambia la legge per le celebrità
Un punto raramente affrontato negli articoli dedicati agli armadi delle star riguarda il quadro giuridico. Dalla lancio di Vinted Pro in Francia, ogni venditore che supera le soglie di attività occasionale deve dichiarare i propri redditi e può essere riclassificato come venditore professionale.
Per una celebrità che mette in vendita diverse decine di pezzi in una sola volta, il confine tra svendita occasionale e attività commerciale diventa sfocato. Vinted Pro impone obblighi fiscali e di trasparenza che molti profili mediatici non menzionano.
In concreto, un profilo che vende regolarmente articoli a prezzi elevati si espone a un controllo fiscale se i redditi generati non sono dichiarati. La piattaforma trasmette infatti alle autorità le informazioni sui venditori che superano determinate soglie di transazioni annuali. Quando si scoprono i vestiti di Theodora su Vinted, si misura che questi profili gestiscono a volte un volume di pezzi paragonabile a quello di un piccolo negozio.

Celebrità su Vinted: tra comunicazione controllata e vero svuotamento armadi
Tutte le iniziative non sono uguali. Alcune personalità utilizzano Vinted come strumento di comunicazione, annunciando il lancio del loro armadio sui social media per generare traffico. Altri vendono discretamente, sotto uno pseudonimo, senza mai rivendicare la loro identità.
Il grado di trasparenza varia notevolmente da un profilo all’altro. Iris Mittenaere, ad esempio, ha aperto le porte del suo armadio davanti alle telecamere. Altri preferiscono passare attraverso intermediari o persone vicine che gestiscono il profilo al loro posto.
Gli indizi che tradiscono un profilo di celebrità
Riconoscere un profilo di personalità su Vinted richiede un po’ di attenzione. Diversi elementi ricorrenti permettono di identificare questi profili:
- Foto scattate in un contesto curato, con illuminazione professionale o uno sfondo riconoscibile, mentre la maggior parte dei venditori fotografa su una gruccia appesa a una porta
- Marchi di designer (abiti da sfilata, pezzi di collaborazione limitata) venduti a prezzi inferiori al nuovo ma superiori alla media della piattaforma
- Un’improvvisa affluenza di decine di articoli messi in vendita lo stesso giorno, spesso accompagnata da un picco di follower sul profilo Vinted
- Descrizioni dettagliate che menzionano il contesto in cui il pezzo è stato indossato (programma, evento, servizio fotografico)
Questi segnali non garantiscono l’autenticità del venditore. Vinted non offre un sistema di verifica dell’identità per le celebrità, a differenza di piattaforme come Vestiaire Collective che autenticano alcuni profili.
L’argomento ecologico degli svuotamenti armadi delle star: un discorso da sfumare
Molte di queste vendite sono presentate sotto l’angolo della moda responsabile. Rivendere piuttosto che gettare, dare una seconda vita ai vestiti: il discorso è collaudato. Tuttavia, uno studio pubblicato da Oxfam nel settembre 2026 offre una visione meno lusinghiera.
Secondo questo studio, i negozi solidali generano fino a cinque volte meno inquinamento rispetto a Vinted. La spiegazione risiede nella logistica: ogni pacco spedito singolarmente tramite la piattaforma implica un imballaggio, un trasporto e talvolta un reso. I negozi fisici, invece, mutualizzano i flussi.
Lo svuotamento armadi di una celebrità che spedisce cinquanta pacchi in una settimana in tutta la Francia non ha lo stesso bilancio di carbonio di una donazione a un’associazione locale. L’usato su Vinted rimane preferibile all’acquisto di fast fashion nuovo, ma l’impatto reale dipende dal metodo di consegna e dalla distanza percorsa.

Algoritmo Vinted e visibilità: perché i profili delle star dominano le ricerche
Un profilo di celebrità beneficia di un vantaggio strutturale su Vinted. L’algoritmo della piattaforma favorisce i profili con un alto tasso di coinvolgimento: numero di preferiti, rapidità delle vendite, valutazioni positive. Quando una personalità annuncia il suo svuotamento armadi su Instagram o TikTok, il flusso di visitatori aumenta artificialmente la visibilità dei suoi articoli.
I venditori regolari notano inoltre che l’algoritmo è cambiato negli ultimi mesi. Diverse discussioni su forum specializzati segnalano una diminuzione della visibilità per i piccoli profili, a favore di profili ad alto volume. I dati disponibili non consentono di concludere a un favoritismo deliberato, ma la meccanica di raccomandazione avvantaggia meccanicamente i venditori che generano traffico esterno.
Cosa significa per gli acquirenti
Per un acquirente, imbattersi nel profilo di una celebrità è spesso il risultato dell’algoritmo piuttosto che di una ricerca mirata. I pezzi appaiono nelle suggerenze perché accumulano preferiti. Il prezzo, tuttavia, non è sempre vantaggioso: un abito di designer venduto da una personalità può costare di più rispetto allo stesso pezzo venduto da un anonimo, semplicemente perché il nome associato crea un valore percepito.
L’usato portato da volti noti contribuisce a normalizzare l’acquisto di seconda mano presso un pubblico che altrimenti non avrebbe fatto il passo. Il mercato francese dell’usato tessile continua a crescere in volume, e la presenza di celebrità su queste piattaforme contribuisce. Resta il fatto che il gesto più sobrio, dal punto di vista ambientale, rimane la donazione in negozi solidali o lo scambio locale, senza imballaggio né consegna.



